ROMANO GAZZERA – Nel regno dei fiori giganti
Una mostra di Fondazione Romano Gazzera
Con la partecipazione di Consiglio Regionale del Piemonte
Il contributo di Fondazione CRT
E il patrocinio di Città di Torino
ROMANO GAZZERA
Nel regno dei fiori giganti
A cura di Giulia Caffaro
Location: Palazzo Lascaris, Via Alfieri 15 – Torino
Durata: 30 luglio – 11 ottobre 2026
Orari di apertura: lunedì-venerdì 9/17
Apertura straordinaria: 10-11 ottobre
In occasione del 120° anniversario della nascita di Romano Gazzera, la mostra allestita nelle sale espositive di Palazzo Lascaris intende restituire al pubblico la complessità e l’attualità di una delle esperienze artistiche più originali – e al tempo stesso meno note – del secondo Novecento italiano.
Il titolo introduce la chiave di lettura dell’intero progetto espositivo, invitando il visitatore a entrare in uno spazio altro, sospeso tra realtà e visione. Il “regno” evocato non è un luogo naturale né fantastico in senso tradizionale, ma un territorio simbolico dove si costruisce l’avventura dell’artista.
In questo immaginario pittorico, il fiore non è un elemento decorativo, ma un segno originario, una forma archetipica capace di contenere memoria, sacralità e tensione etica. A partire dagli anni ‘50, attraverso i suoi celebri “fiori giganti” che sovrastano il paesaggio, Gazzera costruisce un vero e proprio alfabeto visivo che si sviluppa in una lingua autonoma, con cui interpretare l’esperienza umana.
Nel corso della sua ricerca, il fiore si emancipa progressivamente dalla rappresentazione naturalistica per diventare presenza viva e universale. Talvolta si fa volto, talvolta gesto, talvolta spettatore onnisciente o metafora di morale civile; sempre si pone come soglia tra visibile e invisibile, tra storia e dimensione metafisica dell’esistenza.
Il percorso espositivo – articolato in tre sezioni tematiche e composto da 27 opere provenienti dalla collezione privata della Fondazione Romano Gazzera – accompagna il visitatore attraverso le stagioni creative dell’artista: dalla nascita dell’alfabeto botanico negli anni Cinquanta, alla tensione umana delle opere degli anni Sessanta e Settanta, fino alla piena maturità dello stile cosiddetto “Neofloreale”, in cui il fiore diventa allegoria di una visione cosmica e profondamente contemporanea.
Il “regno” dei fiori giganti non è dunque un rifugio dalla realtà, ma uno spazio in cui reinterpretarla: i fiori di Gazzera non abitano un giardino incontaminato ma vivono dentro la storia, attraversano conflitti e aspirazioni dell’umanità, interrogano il passato per comprendere il presente e suggeriscono una possibile riconciliazione tra uomo e natura.
In questa prospettiva, la mostra si configura anche come esperienza immersiva e multisensoriale. Il percorso è infatti arricchito da contenuti audio-video e dispositivi narrativi che ampliano la lettura delle opere, mentre una componente olfattiva, sviluppata mediante essenze ispirate ai fiori rappresentati nei dipinti, attiva una dimensione sensibile e memorativa in dialogo con l’immaginario dell’artista. Particolare attenzione è inoltre dedicata all’accessibilità, con l’inserimento di supporti visivo-tattili pensati per visitatori ipovedenti che renderanno l’esperienza ancora più inclusiva.
La mostra invita così il visitatore a varcare una soglia simbolica: entrare in questo regno e confrontarsi con la “maestà del fiore gigante” significa accedere a una dimensione altra, costruita dall’arte come spazio di consapevolezza, memoria e immaginazione, dove il fiore diventa ispirazione per un rinnovato legame tra uomo e natura.
E così torniamo ad una celebre frase che Gazzera riporta nel prologo della sua autobiografia Una vita per un fiore (Bolaffi Editore, 1974):
“È forse l’inizio della grande avventura dell’uomo del regno vegetale?”